Welcome To Our Site...

This section is to display just about any kind of information you'd like. To remove this section simply delete any references to 'intro.php' in the Main Index Template.

IL CANE DEVE ESSERE ACQUISTATO SOLO SE HA IL PEDIGREE

Posted By on 26 marzo 2015

Lo sapevate che vendere cani e gatti “di razza, ma senza pedigree” è addirittura illegale?

Valeria Rossi 21 settembre 2012 Il cane e la legge, Ti presento il gatto 121 Commenti

di VALERIA ROSSI – Chi ha mai sentito parlare del Decreto Legislativo n. 529, del 30 dicembre 1992?
Probabilmente nessuno: eppure esiste, è attualmente in vigore e vent’anni fa è andato a sostituire la legge n. 30 del 15 gennaio 1991, che era riferita solo agli animali da reddito.
Il D.Lgs 529/92 recepisce invece la direttiva europea 91/174/CEE relativa alle condizioni zootecniche e genealogiche che disciplinano la commercializzazione degli animali di razza, estendo l’applicazione anche a tutte le specie e razze che non erano contemplate nella legge n. 30, quindi anche a cani e gatti.
Ma di cosa parla, questo misconosciuto decreto?
Parla del concetto di “animale di razza pura” e stabilisce le regole per la sua commercializzazione, determinando una volta per tutte – e senza possibilità di equivoci – la definizione giuridica di “cane o gatto di razza”… e VIETANDO, di fatto, la vendita di animali sprovvisti di certificato genealogico.
Insomma, non solo il cane (o il gatto) senza pedigree non possono in alcun modo essere definiti “di razza” (come già sapevamo): ma non possono neppure essere ceduti in cambio di denaro!
Infatti, all”art. 5, il decreto stabilisce che “è consentita la commercializzazione di animali di razza di origine nazionale e comunitaria, nonché dello sperma, degli ovuli e degli embrioni dei medesimi, esclusivamente con riferimento a soggetti iscritti ai libri genealogici o registri anagrafici, di cui al precedente art. 1, comma 1, lettere a) e b), e che risultino accompagnati da apposita certificazione genealogica, rilasciata dall’associazione degli allevatori che detiene il relativo libro genealogico o il registro anagrafico.
É ammessa, altresì, la commercializzazione di animali di razza originari dei Paesi terzi, per i quali il Ministro dell’agricoltura e delle foreste abbia con proprio provvedimento accertato l’esistenza di una normativa almeno equivalente a quella nazionale.
Alle stesse condizioni è ammessa la commercializzazione dello sperma, degli ovuli e degli embrioni provenienti dai detti animali originari dei Paesi terzi. Non sono ammesse condizioni più favorevoli di quelle riservate agli animali di razza originari dei Paesi comunitari.
Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque commercializza gli animali indicati nei commi 1 e 2 in violazione delle prescrizioni ivi contenute è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 10.000.000 a L. 60.000.000 (essendo il decreto antecedente all’avvento dell’euro, le cifre sono ancora espresse in lire).

Insomma, la commercializzazione è riservata esclusivamente agli animali accompagnati da pedigree!
I  “senza pedigree” non dovrebbero neanche essere venduti, e sicuramente non venduti come cani o gatti “di razza”:  all’art. 3 dello stesso decreto risulta che non potrebbero neppure essere ammessi alla riproduzione!
Soprattutto nel mondo catofilo c’è grande subbuglio, in questi giorni: ora vedremo se anche il mondo cinofilo saprà muoversi e chiedere il rispetto di questo decreto che potrebbe mettere un definitivo freno alla vendita di cuccioli senza pedigree, ma spacciati per cani/gatti di razza pura.

A questo link (che è quello dell’ANFI, associazione nazionale felina italiana) potete trovare il testo integrale del decreto.


LO STANDARD

Posted By on 19 novembre 2012

http://www.parliamodicani.it/index.asp?Action=ViewContent&Content_Menu_ID=104&a=2


PEDIGREE

Posted By on 19 novembre 2012

http://www.parliamodicani.it/index.asp?Action=ViewContent&Content_Menu_ID=113&a=2


ESPOSIZIONI DI BELLEZZA

Posted By on 19 novembre 2012

http://www.parliamodicani.it/index.asp?Action=ViewContent&Content_Menu_ID=34&a=2


SENZA PEDIGREE,”TANTO NON SERVE”! MA POI….

Posted By on 19 novembre 2012

http://www.tipresentoilcane.com/2012/09/07/senza-pedigree-tanto-non-serve-ma-poi/


L’ IMPORTANZA DEL PEDIGREE E LA SCELTA DELL’ALLEVAMENTO

Posted By on 23 ottobre 2012

Di seguito riportero’ un articolo pubblicato sul sito del Chihuahua Club Italia:

 

La razza Chihuahua nel nostro paese sta vivendo un momento di alta popolarita’, nel 2010 ci sono state oltre 2600 nascite registrate all’ Enci. Purtroppo con l’aumento della popolarita’ negli ultimi anni la razza e’ divenuta oggetto di speculazione, molti sedicenti allevatori e commercianti motivati principalmente dal fare piu’ soldi possibili si propongono come canali per l’acquisto; e’ essenziale capire che chi alleva o commercia con questo fine non fara’ mai il bene del cucciolo, della razza o dell’acquirente; inoltre l’operato di queste persone si traduce in elemento di disturbo ed in una conaminazione del parco genetico.

L’ allevatore di cani di razza e’ riconoscibile primariamente dal fatto che opera con un ” AFFISSO”, un riconoscimento dato dalla Federazione Canina Internazionale ( FCI ) tramite l’ Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI); l’ allevatore e’ cosi’ sottoposto alle regole ed agli obblighi morali dello statuto e del codice etico dell’ ente.

La serieta’ di un allevamento la si valuta anche dal fatto che cedera’ i propri cuccioli con vaccinazioni, iscrizione all’anagrafe canina (con microchip inserito) e sempre col certificato genealogico ( pedigree ENCI ).

Bisognerebbe diffidare dagli allevatori che cedono i loro cuccioli senza pedigree o che applicano riduzioni di prezzo se il cucciolo verra’ acquistato senza pedigree: e’ un semplice deterrente che generalmente nasconde un modo di operare poco serio e non trasparente.

Molte persone che si aavvicinano alla razza pensano (erroneamente) che un pedigree serva solo per frequentare le esposizioni, invece di fatto IL PEDIGREE E’ IL DOCUMENTO CHE CERTIFICA CHE SI STA ACQUISTANDO UN SOGGETTO DI RAZZA.

Un cane di razza senza pedigree e’ come un trovatello senza storia, senza alcuna selezione salute, morfologia ed indole), senza alcuna garanzia sulle tare genetiche, senza alcuna certezza che appartenga alla razza da noi prescelta (l’abito da solo non fa il monaco): il cane o e’ di razza o non lo e’; non esistono cani “quasi di razza” o “puri senza pedigree”.

Non gettate via il vostro denaro acquistando dei soggetti di dubbia qualita’ o provenienza : i canili sono pieni di cani “quasi di razza” che aspettano una persona da amare!

L’ importanza ed il livello qualitativo di un allevamento sono anche verificabili dai risultati ottenuti con i propri cani in esposizioni nazionali ed internazionali e, certamente, non dalla quantita’ di cuccioli prodotti.

Purtroppo la razza Chihuahua e’ soggetta statisticamente a problemi maggiori della media delle altre razze: lussazione delle rotule, dentizione e chiusure scorrette, criptorchidismo (testicoli ritenuti), monorchidismo e atrofia della retina: sono tutte patologie trasmissibili.

Definirsi allevatore va molto al di la’ dall’ accoppiare due cani e allevare dei cuccioli ( che potrebbe essere alla portata di molti ), allevare seriamente significa selezionare i riproduttori anno dopo anno per contribuire al miglioramento della razza con l’ obbiettivo di ridurre i difetti.

Per approfondimenti e informazioni specifiche la segreteria del CCI e’ a disposizione.


MASCHIO O FEMMINA?

Posted By on 21 agosto 2011

Questo e’ un altro bel quesito….

La richiesta piu’ gettonata e’ per la femmina, difficilmente per il maschio, che viene cercato di solito solo da chi ne ha gia’ avuto uno e sa com’e’ la convivenza con lui.

Quello che scrivero’ e’ da ritenersi attendibile per la razza maltese e chihuahua, avendone avuto un riscontro diretto: essendo due razze di cani da compagnia  hanno una propensione alla ricerca della vicinanza perenne del padrone, che diventa per loro un DIO DA ADORARE sempre e comunque.

Elenchero’ le differenze sostanziali nella gestione del maschio e della femmina:

1. Mentre il maschio non va in calore, la femmina presenta un estro ogni 6-8 mesi, pertanto bisogna usare mutandine per evitare che sporchi i pavimenti, i divani etc. e, soprattutto, prestare massima attenzione nelle passeggiate fuori casa quando vengono incontrati altri cani maschi, che riconoscono l’odore di una cagnolina in calore anche a distanza seguendo la scia che ha lasciato camminando per strada.

2. Quando non viene accoppiata da giovane, la femmina presenta di solito gravidanze isteriche dopo circa un mese dall’arrivo del calore, che determinano comportamenti simili ad un cagna in gestazione anche nel sopraggiungimento della montata lattea, che va poi mandata via con dei farmaci per evitarle la mastite. Per questo motivo viene poi consigliata la sterilizzazione che non e’, da parte mia, una soluzione ambita ed e’, comunque,un’operazione da affrontare.

3. Qualcuno potrebbe asserire che il maschio fa la pipi’ in casa sui mobili o sul muro, ma io rispondo che tenedenzialmente un cane ben educato non lo fa (ci sono anche delle femmine che lo fanno per segnare il territorio quando sono dominanti), salvo nel caso in cui ci sia una femmina in calore in casa oppure un altro maschio che lo ha gia’ fatto precedentemente, lasciando il suo odore. Infatti fintanto che non raggiungono la maturita’ sessuale anche i maschi fanno i loro bisogni sulle traversine, proprio come le femmine.

Per come ho scritto questo articolo,  sembrerebbe che io tendessi a consigliare l’acquisto di un maschio piuttosto che una femmina, ma non e’ cosi’…ho solo cercato di spiegare le “pecche”nella gestione di una femmina, nel caso in cui la stessa venga presa per compagnia e non per farla riprodurre. Ci tengo a sottolineare che il carattere del maltese non si diversifica nel maschio o nella femmina per il sesso ma per il soggetto stesso.

In conclusione vorrei sfatare il mito de “la femmina e’ piu’ dolce” ! No, non e’ vero e potrei dimostrarlo facendovi conoscere i miei maschi, che sono dei bambolotti appiccicosi e dolcissimi… a voi la scelta, spero molto oculata del soggetto che andrete ad acquistare come compagno della vostra vita!

Grazie per l’attenzione,

Laura Bellucci


QUANTO COSTA UN CUCCIOLO?

Posted By on 15 agosto 2011

Di solito questa e’ la prima domamda che mi viene rivolta quando vengo contattata per l’acquisto di un cucciolo.

Pur capendo che sia una nozione importante, vorrei far notare agli eventuali acquirenti che non dovrebbe essere la prima delle tante domande da rivolgere a chi ha educato e cresciuto il cucciolo che potrebbe essere adottato; tanti sono gli aspetti fondamentali che hanno determinato lo sviluppo e la crescita del piccolo batuffolo di pelo:

1) la genealogia (dove si riscontrano tutte le caratteristiche morfologiche del soggetto: alta genealogia vuol dire completezza del cucciolo dal punto di vista morfo-caratteriale ed e’ riduttivo quando mi sento rispondere dall’acquirente “ma io non devo fargli fare le esposizioni!”; si acquista un pacchetto genetico e caratteriale che solo i cani che vanno in esposizione hanno, in quanto vengono selezionati per una bellezza a 360° che comprende quella morfologica, ma anche quella caratteriale, che non e’ meno importante! Avere in casa un cucciolo con gravi problematiche caratteriali vuol dire combattere ogni giorno per riuscire a risolvergliele, ma purtroppo di solito con scarsi risultati, in quanto quando il problema e’ genetico, rimane.)

2) l’esenzione da patologie genetiche (usare riproduttori esenti da vizi redibitori vuol dire avere un’alta percentuale di cuccioli sani)

3) l’educazione (abituo i miei cuccioli alla presenza dell’uomo quotidianamente, tenendoli a stretto contatto con noi nella routine quotidiana, cosi’ da abituarli fin da subito ai rumori,alle voci,alle gestualita’ di bambini ed adulti, cosi’ da non presentare timidezze o paure nel momento in cui lasceranno l’allevamento per andare ad allietare una nuova famiglia)

4)l’allevatore (visto come colui che e’ parte integrante della crescita del rapporto del cucciolo con i nuovi “genitori”, il punto di riferimento che i nuovi proprietari acquisiscono per risolvere qualsiasi dubbio o problema che puo’ sorgere nella nuova convivenza, anche se di solito i miei cuccioli sono talmente tanto ben educati, e lo dico senza falsa modestia, che non creano problematiche nell’inserimento nella nuova casa)

5) il rapporto di fiducia (si instaura inevitabilmente dal momento in cui decido di cedere il mio cucciolo ad una persona che ritengo meritevole di fiducia per la crescita di un “mio pezzo di cuore”, che viene ripagata dall’altra parte con la dedizione e l’estrema cura ed affetto che viene regalato al cucciolo)

Tanti sono i casi che mi vengono raccontati di cuccioli acquistati per impulso, senza valutare tutti questi aspetti, che si rivelano con gravi problemi morfo-caratteriali e di salute, ma purtroppo una volta che il cucciolo si e’ portato a casa, E’ TROPPO TARDI! Ci si affeziona, si spera che le cose migliorino, che il cucciolo possa vivere una vita serena, normale, ma spesso non e’ cosi’…

Il mio consiglio e’ quello di non comprare un cucciolo perche’ ci fa tenerezza, ma perche’ abbiamo valutato il luogo dove lo prendiamo e, soprattutto, la persona (che dovrebbe essere l’allevatore) che ce lo consegna, la stessa che lo ha cresciuto ed educato fino a quel momento.

Solo a questo punto e’ da valutare la cifra richiesta per l’adozione del cucciolo in questione, che sara’ adeguata a tutto il lavoro che e’ stato svolto per la selezione di quel cucciolo, che sara’ il vostro compagno di vita per piu’ di 15 anni…e, forse, la cifra richiesta verra’ guardata e valutata con un’altra ottica, ve lo garantisco!

Ringrazio tutti coloro che hanno accolto uno dei miei cuccioli nella loro famiglia e lo hanno cresciuto ed amato per tutta la sua vita, rendendolo un cane felice!

Resto a vostra disposizione per qualsiasi domanda od informazione,

Laura Bellucci